SPX Lab è un laboratorio di tecnologie digitali, che sperimenta nuove soluzioni nei più svariati ambiti applicativi mettendo sempre al centro le persone.


La ricerca è stimolata quasi sempre da esigenze espresse o osservate e riguardano principalmente le interfacce avanzate (HCI, Tangible Bit, AR), la User Experience (UX), la predizione finalizzata all’ottimizzazione di processo (AI), l’internet of thinks (IoT), l’applicazione delle neuroscienze per il marketing e la riabilitazione, il rapporto tra scienza, tecnologia, design e arte.
Al fine di svolgere efficacemente le proprie attività di R&D, SPX Lab sperimenta nuovi processi creativi, facendo costantemente interagire i propri programmatori, designer, esperti User Experience, sempre con una visione chiara di business.

 

Il background accademico di SPX Lab, spinge l’azienda a ricercare continuamente e con metodo, soluzioni innovative per rispondere ai bisogni della moderna Società dell’Informazione:

  • Sviluppo di nuove idee applicando il metodo scientifico.
  • Aggiornamento continuo basato sullo studio della letteratura scientifica.
  • Partecipazione periodica a corsi e convegni di approfondimento e aggiornamento.
  • Partecipazione a progetti e programmi di ricerca.
  • Partecipazione a premi sull’innovazione.
  • Collaborazioni con l’Università.
  • Offerta di Stage.
  • Organizzazione di eventi divulgativi.

 


 

IL PROGETTO IMATI

Obiettivi

Il Bando INTER-CH Imati per lo sviluppo di interfacce innovative ha lo scopo di favorire la fruizione di opere e contesti d’arte e cultura attraverso tecnologia e applicazioni.

L'utilizzo di un tool che permettesse all’utente di coinvolgere più sensi nello stesso momento è sembrato il canale perfetto attorno a cui costruire il progetto, da questo assunto abbiamo pensato di utilizzare Ta.Bi per lo scopo della ricerca.
La prima versione del progetto Ta.Bi, tavolo con una superficie che implementa l’Object Recognition, viene pensato per spazi espositivi, fiere e punti vendita ma è declinabile anche per l’educazione e offerta culturale. La capacità dello schermo di riconoscere il tocco e gli oggetti lo rende uno strumento a metà strada tra edutainment, infotainment e smart retail, in grado di emozionare e coinvolgere tutti i sensi, dal tatto, alla vista, all’udito.

Lo scopo della ricerca è la valorizzazione del patrimonio ligure attraverso l’utilizzo di interfacce naturali, implementando strumenti di realtà virtuale e realtà aumentata, riconoscimento oggetti in una grammatica human computer interaction che sia vicina all’utente e allo stesso tempo emozionale. Scienze informatiche, arte e matematica collaborano assieme per una rivisitazione digitale dell’opera Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto, famosa in tutto il mondo.

Alla presentazione del progetto per il BANDO Imati - CNR, sullo sviluppo di interfacce innovative per favorire la fruizione di opere e contesti d’arte e cultura attraverso tecnologia e applicazioni, l'utilizzo di un tool che permettesse all'utente di coinvolgere più sensi nello stesso momento è sembrato il canale perfetto attorno a cui costruire il progetto. 

Partners

Il progetto di ricerca in collaborazione con IMATI e CNR, vinto lo scorso anno e al quale stiamo lavorando attualmente, è della durata di due anni. La collaborazione si sviluppa a quattro mani; una sinergia costante tra SPX Lab e l’Istituto di matematica applicata e tecnologie informatiche del Consiglio Nazionale delle Ricerche e il Museo della Ceramica di Savona, che vanta opere uniche dal patrimonio locale e internazionale.

Descrizione del progetto

L’attività di ricerca si snoda intorno alla rappresentazione matematica dell’opera Terzo Paradiso; un’opera artistica che si sposa perfettamente con il fine ed il senso della ricerca, da un punto di vista non solo d’estetica matematica ma anche concettuale.

L’opera Terzo Paradiso infatti, secondo l’artista Michelangelo Pistoletto simboleggia la fusione fra il primo e il secondo paradiso.
Il primo paradiso è quello in cui gli esseri umani erano un tutt'uno con la natura, un mondo fatto di intuito e istinto. Il secondo è il paradiso invece è artificiale, sviluppato dall’intelligenza e dalle abilità umane, che ha permesso lo sviluppo di scienza e tecnologia. Il Terzo Paradiso riguarda l'incontro tra artificio e natura, la coesistenza, la simbiosi di due entità che ci spinge verso un futuro ibrido, dove la parte più primordiale dell’umano, fatta sensazioni, coincide con il progresso tecnologico e scientifico.

Stato del progetto

Attraverso l’interazione con i tag sulla superficie del tavolo, è possibile riprodurre e influire sulla rappresentazione dell’opera attraverso i comandi, ruotando, spostando o combinando più tag per risultati differenti.
Per lo sviluppo dell’applicazione stiamo utilizzando una versione della superficie tattile del Ta.Bi più aggiornata, che permette una maggiore precisione e reattività grazie allo schermo multi touch massivo, che consente fino ad ottanta tocchi o il riconoscimento di 10 oggetti simultaneamente. 

L'attività di sviluppo e sperimentazione procede per riuscire ad integrare una visione in AR dell’opera Libro d’Oro, esposta al Museo della Ceramica di Savona; attraverso l’uso di marker fiduciali o di applicazione location based. II progetto intende far cooperare discipline diverse, come arte, scienza, tecnologia e design per promuovere il patrimonio locale e l’innovazione.

          

 


 

IL PROGETTO ME CONNECTS 

Obiettivi

ME Connects è un progetto R&D concepito da SPX Lab nel 2016 a seguito dell'analisi del contesto applicativo di fiere e punti vendita. ME nasce con lo scopo di sviluppare una soluzione nuova nell’ambito della “marketing automation”, ovvero il settore che identifica la capacità di raccogliere e generare informazioni da e verso i propri clienti o potenziali tali. 
In particolare con la ricerca e sviluppo del 2019 sono stati affrontati gli aspetti legati al riconoscimento ed elaborazione delle immagini con algoritmi di intelligenza artificiali, finalizzati alla scalabilità nella raccolta e analisi dei dati, al rispetto della privacy ricorrendo alla tecnologia.

Descrizione del progetto

ME Connects è un progetto concepito per mettere a disposizione del B2B, soprattutto in un contesto marketing e retail, uno strumento efficace per la raccolta di dati e opinioni delle persone al fine di migliorare la propria esperienza di acquisto, facendo leva sulla pratica molto diffusa del selfie, ovvero dell’autoscatto. Così come è stato immaginato, ME Connects non ha confronti sul mercato, in quanto è pensato per la profilazione delle persone in una modalità comunque divertente, assicurando la sicurezza e la privacy delle informazioni.


Dalla versione del progetto sviluppato nel 2018 e testato con successo in diversi contesti applicativi e con differenti realtà commerciali, è stato previsto nel 2019, come da obiettivi dell’anno precedente, lo sviluppo e sperimentazione con early adopters di funzionalità automatiche basate sull’elaborazione e riconoscimento delle immagini.


ME consente di raccogliere i dati inseriti dagli utenti e costituisce un importante strumento di profilazione di potenziali target per future campagne marketing. La raccolta dei dati avviene nel rispetto della privacy, utilizzando un adeguato di versioning delle versioni firmate in digitale. Con il riconoscimento automatico sarà possibile sapere se la persona che passa davanti allo schermo è uomo o donna e la sua età.

Stato del progetto

Per ogni fase sono state previste analisi di tipo oggettivo (raccolta automatica di informazioni attraverso l’applicazione e l’interfaccia) e di tipo soggettivo (questionari e interviste agli utilizzatori dell’applicazione).


Nel 2018 sono state compiute diverse attività di sviluppo, sperimentazione e integrazione delle seguenti funzionalità avanzate:
-   a livello di elaborazione immagini, acquisizione automatica di informazioni basate sul riconoscimento dei volti, al fine di automatizzare la raccolta delle informazioni presenti nella immagine, quali etnia e numero di soggetti in una foto
-   a livello di tutela della privacy, individuazione e occultamento di elementi e sfondi non facenti parte del soggetto principale, in particolare la ricerca ha provveduto a individuare e separare tali elementi rendendoli irriconoscibili
-  a livello di riconoscimento delle emozioni, rilevamento automatico dello stato emotivo con relativo effetto visivo di feedback sullo schermo.


Tutti i moduli sono stati progettati secondo un approccio “user experience” e testati con focus group e early adopters. Infine sono stati inseriti in produzione.