Com'è cambiato il nostro rapporto con la tecnologia?

Se quello che prima veniva visto come un distanziamento dal mondo reale, per la prima volta nella storia ci avesse invece avvicinato? Abbiamo vissuto un lockdown ed una successiva ripresa dove la tecnologia è stata un punto di riferimento per non perderci completamente. È stata il nostro mezzo di interazione, d’informazione, la nostra finestra sul mondo, un modo per fare impresa, per continuare a produrre ed imparare. Non eravamo pronti a questa spinta ma sembra che non si possa né si voglia più tornare indietro. Anche arrivati nella fase 2, il mondo post pandemico continua e continuerà ad avere sempre più bisogno della tecnologia; e quello che prima appariva come un distacco ora facilita il nostro quotidiano, dal lavoro allo svago: delivery, commercio, gestione, tutto viene processato e veicolato dal nostro smartphone. Applicazioni, live commerce e streaming, nuovi format di intrattenimento, è stato un momento di stimolo e diffusione determinante per la tecnologia. Non soltanto una soluzione al futuro del business, come poteva essere prevedibile, ma soprattutto per ciò che si è concretizzato in innovazione sociale; a questo proposito penso alla collaborazione tra ingegneri e Terzo Settore per la realizzazione di #NONPOSSOPARLARE, una soluzione di Social Innovation per le donne vittima di violenza di genere ed una partnership che si mette al centro di progresso e etica aziendale. Le interazioni, i contatti, avvengono in passaggio continuo tra virtuale e reale, per la prima volta senza che uno limiti l’esperienza dell’altro. Il modo di fare impresa è cambiato per necessità, ma noi ci siamo adeguati con meraviglia e naturalezza, rendendo più sicuro e concreto un futuro che gli innovatori immaginavano da decenni.
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